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La bicicletta è donna di Sara Franz

La bicicletta è donna di Sara Franz

Eletta simbolo dell’emancipazione della donna già a fine ‘800, la bicicletta venne allora definita da Susan B. Anthony come “mezzo per dare alle donne la sensazione di libertà e di completa autonomia.” Era allora un’immagine senza ostacoli della libera femminilità.

Eroina e pioniera dell’emancipazione femminile il 25 giugno 1894 Mrs. Londonderry, madre di tre figli ed imprenditrice, annunciò che avrebbe fatto il giro del mondo su due ruote, vestita di tutto punto. Quindici mesi dopo tornò trionfante a casa.

Emile Zola, autore naturalista di tante storie di donne nella Parigi di fine ‘800, scrisse a questo proposito ”un giorno l’emancipazione della donna passerà attraverso la bicicletta. Se mai avrò una figlia, la metterò sulla bici ancor prima che abbia compiuto dieci anni, così che possa, fin da piccola, imparare alla perfezione come ci si deve comportare nella vita”.

In Italia la donna iniziò timidamente ad affacciarsi all’universo bici nei primissimi anni del ‘900, durante la riunione ciclistica organizzata a Ferrara dal Touring Club Italiano in cui sfilarono alcune donne in bicicletta. Alfonsina Strada e Adelina Vigo furono le prime a competere con i “colleghi” maschi a prestigiose gare come il Giro d’Italia, senza dover dare falso nome.

A proposito di abbigliamento, passò molto tempo prima che una donna potesse pedalare indossando i comodi pantaloncini a cui ora siamo abituate. Ai tempi erano d’obbligo prima larghi gonnelloni, poi larghi pantaloni ed infine gonnelle sopra ai pantaloni. E dopo esserci conformate all’abbigliamento del ciclista uomo, ora cerchiamo un po’ di femminilità anche in sella e indossiamo il trandyssimo gonnellino.

10 carla con gonnellino

Dopo aver vinto numerose battaglie per i diritti civili, la cultura oggi è cambiata e finalmente siamo lontane dalla discriminazione di cui erano vittime le donne, costrette per secoli tra le mura domestiche.

Abbiamo superato tante barriere, ma la strada per affermarci è ancora lunga. I media, se si occupano di sport al femminile, danno ancora poca visibilità alle donne, prediligono gli sport mondiali e considerano il ciclismo femminile di serie B.

Eppure le donne dedite alla bici non sono poche. In rete si trovano numerosi contributi in questo senso. Cresce sempre più il numero delle donne partecipanti ad eventi che mettono al centro la bicicletta. All’ultima Maratona dles Dolomites erano mille le donne in maglia fucsia in sella alle loro bici tra le strade vista Patrimonio Unesco. Alpe Cimbra ha proposto la prima edizione della StrongHer, una manifestazione sportiva dedicata esclusivamente alla donna, dove l’offerta di attività ed enogastronomia è stata molto gradita dalle partecipanti. Tante altre iniziative in giro per l’Italia vedono protagonista la donna in bici e le propongono le più diverse attività legate alle due ruote.

5 StrongHer Alpecimbra

Moltissime sono le storie di donne cicloviaggiatrici solitarie che valicano le Alpi e, armate di borse-bagaglio, pedalano migliaia di chilometri in giro per il mondo, anche in nome della pace. Il connubio bici e donna dà forza alla figura femminile e ne sottolinea la tenacia, l’integrità, il coraggio, lo stile e la voglia di libertà. Sempre sul web si trovano tante rubriche di donne appassionate di bici che dispensano consigli ad altre donne sui percorsi appena testati, su capi d’abbigliamento tecnico, commenti su selle e manubri adatti alla geometria del nostro corpo ed impartiscono anche brevi nozioni di meccanica. Poi ci sono i gruppi dei social network che organizzano giri per sole donne, community digitali che mettono in contatto tante donne con la stessa passione per le due ruote.  

Icona bici 1

 Bike Trail:
percorsi Gpx, Kml, Pdf

 

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 Mappa 3d:
vola sull'Alpe Cimbra