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Pasubio da Est e da Ovest: due tracce per scoprire la montagna degli eroi by endurosenzafretta

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Due tracce per scoprire in Mountain Bike una montagna consacrata alla storia dalle tragiche vicissitudini della Grande Guerra.

Il quadro storico non è qui un semplice sfondo, ma è la ragione stessa per cui questi due itinerari esistono.  

A partire dalla rete sentieristica su cui si svolgono: eredità dei lavori del Genio Militare italiano che negli anni del conflitto spianò strade in luoghi inimmaginabili.

Il motivo di tanto ardimento nel contendere ogni centimetro alla natura e sotto il sibilare dei proiettili nemici, era nella strategica posizione del Monte Pasubio: un cuneo nella linea difensiva italiana e da cui, in ogni momento, sarebbe potuta partire una dilagante offensiva che avrebbe scardinato tutto il settore del trentino meridionale.

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Il quadro storico non è qui un semplice sfondo, ma è la ragione stessa per cui questi due itinerari esistono. 

A partire dalla rete sentieristica su cui si svolgono: eredità dei lavori del Genio Militare italiano che negli anni del conflitto spianò strade in luoghi inimmaginabili.

Il motivo di tanto ardimento nel contendere ogni centimetro alla natura e sotto il sibilare dei proiettili nemici, era nella strategica posizione del Monte Pasubio: un cuneo nella linea difensiva italiana  e da cui, in ogni momento, sarebbe potuta partire una dilagante offensiva che avrebbe scardinato tutto il settore del trentino meridionale.

Quasi quattro lunghissimi anni di logoranti combattimenti in un luogo che sembrava ai confini del mondo: temperature polari, valanghe, bufere che portavano metri e metri di neve seppellendo gli uomini e le loro strutture.

A questo si aggiungeva un terribile isolamento che si traduceva in drammi psicologici e scarsa assistenza materiale.

A parte il mangiare ed il dormire, esiste un solo sollievo: spalare la neve.

Tanto i soldati quanto gli ufficiali non si occupano d'altro. I pezzi giacciono sotto vere e proprie cupole di neve e sparano d'infilata attraverso le "trombe".

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La lotta contro la neve fa sorgere veri e propri capolavori di edilizia invernale.(Fritz Weber /Tappe della disfatta) 

E l'acqua? Nei primi mesi di permanenza al Pasubio la siccità fu un tormento.

Chi conosce queste montagne sa bene quanto siano aride.

La roccia tagliata a strati perpendicolari ha una sete spaventosa. Ingoia tutta l'acqua che cade dal cielo o che si discioglie dai nevai.

L'ingoia per scaturirla più in basso in frigide cascate nelle valli.

Lassù non ce ne rimane una sola goccia per dissetare un turista.

Figurarsi il problema di abbeverare migliaia e migliaia di soldati! (Michele Campana/ Un anno sul Pasubio)

Tanti sono gli episodi degni di nota avvenuti su questa montagna: dalla cattura dell’ irredentista Cesare Battisti, alla guerra di mine che ha caratterizzato gli ultimi anni del conflitto.

Ma tra i tanti simboli e ricordi per i quali non bastano libri interi, ce n’è uno che appare più immediato e crudo nella sua concretezza: è quello della contrapposizione tra il Dente Italiano e il Dente Austriaco.

Si tratta di formazioni rocciose la cui forma di gobba si rivela ideale per posizionare i contingenti di attacco (è il caso degli italiani) o per asserragliare una postazione di difesa (nel caso austriaco).

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Per un quadriennio questa fu l’insanguinata arena dello scontro: due fazzoletti di terra per i quali vennero sacrificati i migliori giovani di due paesi.

La mitragliatrice austriaca picchiettò in furia con uno sfavillio rosso. (...) Ma gli alpini avanzavano, belli, grandi, sublimi come deità infernali in mezzo a quel fumo e quel fuoco: avanzavano tutti in piedi e allo scoperto, senza curvarsi: facevano un passo avanti e spianavano il fucile sparando ritti, come come cacciatori a un diporto, avanzavano, avanzavano sempre (Michele Campana/ Un anno sul Pasubio)

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Veniamo ora agli itinerari. Prima di intraprenderli è vivamente consigliato contattare i titolari del Rifugio Papa o Rifugio Lancia per conoscere le condizioni climatiche.

Il primo è il classico percorso che si svolge sulla Strada degli Eroi, raggiungibile dalla mulattiera che inizia da Pian delle Fugazze.

Si supera il rifugio Papa per passare nella Zona Sacra, che in alcuni punti impone passaggi difficoltosi da effettuare con bici in spalla, fino ad imboccare la suggestiva discesa dei Foxi. Prestare attenzione al primo tratto molto sassoso ed in parte esposto.

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Partenza consigliata: Anghebeni (Val Morbia)

POI (Point of Interest) Galleria d’Havet, Strada degli Eroi (con targhe), Rif. Papa, Zona Sacra, Arco Romano, Trincee, Strada dei Foxi

Difficoltà tecnica: medio-alta

Difficoltà fisica: alta

Il secondo percorso parte invece dalla periferia di Rovereto e sormonta il fianco del Col Santo fino a sbucare al Rifugio Lancia tra panorami bucolici e viste spettacolari sui profili rocciosi del Pasubio.

La salita offre panorami molto suggestivi sulla adiacente Alpe Cimbra, sul Finonchio, il Bondone e le principali creste della Val d’Adige.

Decisamente affascinante il lunghissimo single track che sfocia a Pozzacchio, pochi km sotto l’omonimo Forte.

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POI: Rif. Lancia, Monumento a Filzi e Battisti, Monte Spil, Monte Testo, Trincee ed opere minori, Forte Pozzacchio, Diga.

Difficoltà Tecnica Alta Difficoltà Fisica Alta

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 Bike Trail:
percorsi Gpx, Kml, Pdf

 

Icona mappa 1

 Mappa 3d:
vola sull'Alpe Cimbra