Itinerari Mountain Bike

 Vieni a scoprire gli innumerevoli percorsi e itinerari da vivere in Trentino con la mountain bike

Scopri i percorsi e gli Itinerari per la Mountain Bike in Trentino sull'AlpeCimbra a Folgaria, Lavarone e Luserna

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Maso Spilzi, misterioso edificio, sorta di «maso castello». Scendiamo dalla nostra mtb, entriamo nel cortile interno, alziamo gli occhi al camminamento pensile delle guardie, infiliamoci negli ampi e oscuri avvolti, entriamo nel luminoso «fienile», insolito spazio espositivo. Giriamo l’angolo. Scopriamo così che c’è anche un ristorante (un’occhiata alle specialità della Casa?) e una bella corte dove sedere all’ombra, bere qualcosa e goderci il fresco. Davanti a noi il campo golf a 18 buche, tra i più belli del Trentino. Risaliamo in sella. La stradina sterrata sfila tra i green. Che pace, che tranquillità! Ed ecco il biotopo di Ecken, area protetta, relitto di un antichissimo lago sulle cui rive, in tempi remoti, gruppi di cacciatori preistorici spartivano le loro prede. Qui c’è la bellezza della natura, la frescura dei boschi, la quiete dei prati assolati.

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«Bios» in greco significa vita e «Topos» significa luogo, dunque un «biotopo» è un luogo in cui c’è vita, dove brulica la vita! E la vita brulica veramente nel biotopo di Ecken, area protetta, torbiera, zona umida unica in Trentino, a queste quote, dove nell’erba non è raro scorgere la rana di montagna oppure il «re di quaglie», rarissimo uccello minacciato di estinzione. Una comoda strada sterrata delimita la riserva immergendoci in un fitto e oscuro bosco di abeti rossi. Dopo di che raggiungiamo il Santuario della Madonna delle Grazie, «protettrice degli sciatori d’Italia». È un luogo sacro, avviciniamoci dunque con il dovuto rispetto e ascoltiamo, nella religiosa atmosfera che avvolge la piccola navata, la storia di Fra Pietro Dal Dosso che tantissimo tempo fa, sul letto di morte, raccontò che un giorno, mentre stava in preghiera…

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Bertoldi. Raccontano gli anziani che furono gli antichi coloni tedesco-cimbri a dare il nome alla località, per via di un certo Berthold che per primo fondò il maso, da cui prese vita la frazione. È dunque da Bertoldi che ci avviamo sulla nostra mtb per prati e pascoli fino a raggiungere la vicina e curiosa frazione di Lanzino. Non si rimane indifferenti davanti all’insolito abitato, alla lunga schiera di abitazioni variopinte, strette le une alle altre, ciascuna con un proprio colore, a distinguere le diverse proprietà. Qui si coglie, oltre che la bellezza del luogo, l’antica saggezza della gente di montagna intenta a risparmiare il territorio, da preservare per le coltivazioni. Ci bastano ora poche pedalate per raggiungere l’abitato di Albertini e la «fontana vècia», la vecchia fontana della frazione, testimone di un tempo veramente ormai, molto lontano.

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Quel campanile che si erge solitario a margine del paese racconta una storia. Racconta di un giorno di cent’anni fa, era giusto il 18 aprile 1916, allorché un fischio lacerante annunciò la granata italiana di grosso calibro che, sorvolato Forte Cherle, precipitò sul paese centrando l’antica chiesa, distruggendola. Erano tempi bui. Poi c’è il dipinto di una Madonna. Ma non qui, nella piccola frazione di Tézzeli. Ci arriviamo in sella alla nostra mtb attraversando il fitto bosco delle Télder, tra i vari e modesti corsi d’acqua che solcano il versante. È il dipinto della «Madonna di Ostiglia», fatto fare da un pastore, tale Pietro Muraro, di ritorno dalla transumanza del suo gregge, in quel di Mantova. Laggiù aveva sentito parlare dell’apparizione della Vergine a una pastorella muta che miracolosamente riacquistò la voce. Tornato a casa, fece fare il dipinto.

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La zona del Palù, a Lavarone Cappella, è un parco attrezzato per far divertire i bambini, ideale per passeggiare con la famiglia in tutta tranquillità, lontano dalle strade. In origine, molto tempo fa, era un prato acquitrinoso: da qui il nome, che richiama un’area paludosa, ma oggi è tutt’altro! Un coloratissimo e attrezzato parco giochi, tra i più belli del Trentino e una paradiso bike per i più piccoli. Lo lasciamo per raggiungere gli abitati di Nicolussi e di Masi di sotto. Siamo sul bordo meridionale del terrazzo lavaronese. Davanti a noi un ampio panorama, emozionante, e tutt’attorno i segni lasciati dagli antichi abitatori di questi luoghi: la caratteristica fontana scolpita ad arte da abilissimi scalpellini e i percorsi rurali accompagnati dalle tipiche «laste». Potessero parlare, cosa racconterebbero!

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È l’acqua il tema di questo percorso, l’acqua del torrente Astico. E l’acqua ci accompagna veramente, e per un lungo tratto, sul sentiero che le è dedicato (il «Sentiero dell’acqua»), un bellissimo sentiero tematico munito di bacheche illustrative che da Carbonare conduce fino al minuscolo maso di Cùeli dove, tra le antiche case e le macine del suo mulino idraulico, il mulino Cùel, il tempo sembra essersi proprio fermato. La frescura del torrente, i boschi di latifoglie e resinose che ci avvolgono, la gola stretta tra alte pareti di roccia (la «Spèr») che attraversiamo in sella alla mtb, le pozze, le cascatelle e il minuscolo abitato che ci accoglie ci danno una nuova dimensione del tempo, una dimensione che sa di silenzio, di natura e di storia.

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Malga Millegrobbe. Sui prati ci sono le mucche al pascolo che con i loro campanacci ci ricordano di essere nel cuore del luogo di produzione del famoso e prelibato formaggio Vezzena, tra i più rinomati del Trentino. Oggi l’antica malga d’alpeggio è un «resort», un luogo speciale per farsi coccolare tra saune e massaggi. Qui siamo nella terra dei cimbri. Luserna/Lusérn è vicina e tutto ci parla dei «Cimbarn», di una cultura e di una lingua miracolosamente sopravvissuti all’usura dei secoli. Consigliamo ai nostri Trekking Bikers di visitare le trincee. E poi via in sella verso Forte Lusérn, la meta della nostra escursione, che ci potrebbe raccontare di quel lontano 28 maggio 1915, quando sotto il terribile bombardamento italiano fu costretto ad esporre la bandiera bianca della resa…

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C’è una valle impervia e selvaggia, dove vivono i camosci e nidificano le aquile reali. È la Val di Gola. Che fascino ha questo luogo! Qui regna il silenzio, qui ci sono solo i rumori della montagna, qui vale veramente la pena spegnere il cellulare e lasciare che siano la natura e i nostri sensi a parlarci, a riportarci suoni e sensazioni che forse abbiamo dimenticato. Non è una montagna facile questo piccolo angolo di mondo. Si pedala (o si spinge l’mtb) facendo fatica per arrivarci. E potrebbe essere anche una montagna pericolosa. Sotto di noi si apre l’«Orrido», canaloni, burroni e dirupi, guai dunque abbandonare il comodo e sicuro sentiero, non facciamoci tentare da scorciatoie e deviazioni. Per il resto è pura bellezza, la bellezza degli angoli più nascosti del Trentino! Tutta per noi.

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Salutato Michele, il gestore del bike chalet di Passo Sommo, si imbocca una comoda strada sterrata che dal passo si inoltra tra i green del Campo golf e che porta al rifugio Stella d’Italia tra distese di boschi e pascoli: fate attenzione potreste incrociare dei caprioli! Superati i ruderi di una caserma della Grande Guerra (siamo anche sulla via per il Forte Sommo alto) spingiamo sulla mtb, superiamo il crinale e scendiamo in un’ampia conca forestale. Ci troviamo ora nell’area di un’antica stazione d’alpeggio, la malga Ortesino, ristorante di montagna (i sapori del Trentino!) che ci accoglie con le sue specialità! Provare per credere! Nei pressi si trova il cosiddetto «Stallone», una grande stalla coperta da lastre di pietra. Vale la pena visitarla. Chissà quanti sonori muggiti sotto la grande galleria a volta!

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Nella parlata degli antenati cimbri «mousla» stava a indicare un luogo gonfio d’acqua, con degli affioramenti d’acqua. Ma chissà quand’era così… il Mousla che conosciamo oggi è un fresco e rigoglioso bosco misto di abeti rossi, pini silvestri, carpini e faggi che ci accompagna per gran parte della nostra pedalata. Ci troviamo nell’area di Serrada, la cimbrica «Ze Rad». Sulle pareti delle case non sfuggono anche all’occhio più distratto dipinti e disegni dai colori vivaci, omaggio che la comunità serradina ha voluto riservare a Fortunato Depero, maestro del Futurismo, personaggio illustre del Trentino, suo ospite illustre negli anni Trenta e Quaranta dello scorso secolo. È la danza e la geometria dei colori, è la straordinaria visione dell’artista che si fa suggestione, che si fa arte.

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Nei tempi andati il paese di Carbonare era indicato col termine di «Kankohligen», che significa «ai carbonai», cioè il luogo abitato dai boscaioli che producevano carbone di legna. È storia del passato. Da Carbonare partiamo per risalire il boscoso versante del monte Rust, avendo come meta la cima dell’altura. Lassù ci aspetta l’«Osservatorio», una struttura in muratura, priva di tetto, nelle cui pareti sono stati ricavati dei fori. Si tratta di un edificio della Grande Guerra. Nei fori stavano infissi dei proiettori elettrici che permettevano lo scambio di segnali ottici tra i forti e le stazioni di comando. Guardiamoci dentro. Non ci sono più i forti nel mirino ma il verde degli abeti, che si sono presi la scena! Riprendiamo ora la mtb e scendiamo dall’altura, usciti dal bosco ci aspetta una sorpresa… il bellissimo lago di Lavarone! Che ne dite di un tuffo in questo lago Bike Friendly? Ai lidi vi aspetta un kit con asciugamano!

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Il Tannbolt è un tenebroso bosco di abeti che dobbiamo per forza attraversare, ma a Luserna ci dicono che che possiamo stare tranquilli, tutt’al più incontreremo i soliti folletti spiritosi che si divertono a spiare tra gli alberi i cercatori di funghi! Diamo dunque forza alla nostra mtb e avventuriamoci nella foresta cimbra. Sulla nostra strada incontreremo boschi e pascoli. Sulla sommità di Virgo Maria fermiamoci al Baito del Neff, a scambiare due chiacchiere con Flavio, cimbro doc! Fermiamoci poi a Malga Millegrobbe, rinomato resort di montagna (conoscete Massimo, lo chef?). Ormai quasi alla fine della nostra escursione, superato il poderoso forte Lusérn, testimone della Grande Guerra, rientriamo a Luserna. Per un breve tratto saremo sul Sentiero dell’Immaginario cimbro, tra i più belli del Trentino… Non vi incuriosisce?

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Un tour, un bel giro per il terrazzo lavaronese. Anche il nome, nella forma tedesco-cimbra, ci intriga. Mettiamoci dunque in sella alla nostra mtb, c’è da divertirsi! Giunti a Bertoldi diamo forza alle gambe e saliamo a Slaghenaufi. Il luogo è bellissimo, con uno splendido panorama. Poi via, tagliamo il versante del monte Tablat, scendiamo a Gionghi e riprendiamo a scalare, fino al passo del Cost. Da qui è ancora discesa, fino al Forte Belvedere, il Forte Museo. Prendiamoci il tempo che serve per visitarlo: tra queste mura è passata la Storia! Rientriamo a Chiesa solcando prati e pascoli, passando per il bellissimo lago, perla azzurra e verde del Trentino. Che ne dite di un aperitivo in spiaggia?

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Il rifugio della SAT sta là, in alto, in cima alla montagna. Da lassù lo sguardo si perde all’orizzonte, tra le cime, dal massiccio del Pasubio alle Dolomiti di Brenta, poi ancora più in là, oltre i ghiacciai dell’Adamello e della Presanella, oltre i monti che si affacciano sul lago di Garda, che spettacolo! Ci arriviamo con una scalata di medio impegno, per comoda strada sterrata, ex strada militare che durante la Grande Guerra riforniva la prima linea del fronte. Ora qui si respira la pace, la gobba prativa del monte ci regala ampi spazi, l’aria frizzante che spira dalle valli, rinfrescata dalle nevi in quota. Ma non possiamo andarcene senza aver fatto una sosta al rifugio. Una fetta di torta alla ricotta, uno strudel, i frutti di bosco con la panna… vi dicono niente? Sono i sapori prelibati del Trentino!

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Da Folgaria, ben saldi in sella, affrontiamo il boscoso versante sud del monte Cornetto e per secolari sentieri forestali ci portiamo sempre più su, fino a quota 1600 m. Fatica? Certo, ma ne vale la pena, il panorama che si ha da questo punto è magnifico, tra i più ampi del Trentino, arriva a cogliere i monti che sovrastano il lago di Garda! E poi, si sa, dopo la salita c’è la discesa. Ed è un vero divertimento infilare la una lunga sterrata che ci porta giù, fino a quota 1340 m, davanti lo Chalet Passo Sommo. Ci siamo meritati una sosta, qualcosa di fresco? Riprendiamo la mtb, ma ora è solo divertimento. Per l’antico Maso Spilzi, il Campo golf e il biotopo di Ecken rientriamo infine a Folgaria. Non è stata una scalata stupenda?

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Non deve spaventarci l’idea che, per arrivare lassù, ai 1440 m di Forte Cherle, occorre arrampicare, che insomma bisogna faticare. Facciamo dunque un respiro profondo e via, infiliamoci nell’oscura Val d’Astico, oltrepassiamo il torrente e prendiamo a salire gradualmente il versante. In sella alla nostra mtb ci troveremo in un ambiente selvaggio, boschi di abete senza fine, fugaci comparse di camosci appena distratti dal nostro pedalare. Alla fine arriviamo su, sui pascoli del Cherle. Non solo ci solleva lo spirito la fine della fatica, c’è anche il fatto che è un luogo bellissimo! Le malghe e i pascoli. E il Forte, i ruderi, i segni delle granate, la Grande Guerra. E il panorama, impagabile. Per recuperare le energie sosta consigliata allo Chalet Passo Sommo!

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Si dice che nei giorni di aria limpida, specialmente dopo un temporale notturno, dalla cima del monte Maggio si vede la laguna di Venezia. Non ci credete? Certo, bisogna avere la fortuna di beccare la giornata giusta, ma quando c’è, il riflesso del sole sulla laguna lo si vede proprio! Monte Maggio, vetta d’Italia nel Basso Trentino. Qui cent’anni fa passava il confine austro-italiano. La grande croce e le trincee, ce lo ricordano. Che panorama si ha da questa altura! La via del ritorno, sulla nostra mtb, in un bellissimo ambiente forestale, ci porta tra i pascoli di Malga Melegna, a sfiorare il lago Coe e a salire al passo. Lo sapevate che ai ristoranti Osteria Coe e La Stua ci sono crostate e fette di torta che sono la fine del mondo?

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Senza indugi affrontiamo questo splendido tour che percorre l’intero perimetro di Lavarone. La prima tappa è il Tomazòl. Da qui la veduta sull’Alta Valsugana e sul lago di Caldonazzo toglie il fiato! Tra i più belli del Trentino! Dopo di che, attraversati i fitti boschi del monte Tablat, raggiungiamo la… Tana Incantata! Non è la casa delle fiabe, è un ristorante di montagna che mette in tavola i piatti più gustosi dell’Alpe, formaggio Vezzena in primis. Rifocillati, proseguiamo e dal passo del Cost caliamo letteralmente sul Forte Belvedere Gschwent, il forte museo della Grande Guerra. Casamatta, camminamenti sotterranei, meritano una visita. Una vacanza in bici tra natura, panorami, ottima cucina, storia e cultura. Che volere di più?

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«Zimbarlant», il paese dei Cimbri. Basta questo a dirci che siamo a Luserna/Lusérn, dove il cuore dei Cimbri batte più forte! Godiamoci questa bella vacanza in bici, avventuriamoci per questo tour che in leggera e media discesa ci porta nei pressi dell’Avéz del Prinzep, l’abete bianco più alto d’Europa! Dopo di che, per fitti boschi, raggiungiamo il passo Vezzena. Spazi aperti, pascoli. Il Bar-Hotel Vezzena ci permette una sosta di ristoro, dopo di che riprendiamo la mtb e saliamo sul dosso del Basson, tristemente noto per la battaglia del 24 – 25 agosto 1915. Per veloce e rapida strada panoramica rientriamo infine a Luserna. Siamo nel Zimbarlant!

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Punto di partenza e di arrivo è lo Chalet Passo Sommo. Cappuccino e brioche prima della partenza o un buon piatto tipico ristoratore al ritorno, questo è il nostro punto di riferimento! Dunque inforchiamo la mtb e partiamo, affrontiamo le lunghe e divertenti strade forestali dell’Ortesino, della Val Fredda, del Dùrer e delle Grimen. Vi sembrerà di essere nelle foreste canadesi da tanto vi sentirete lontani dai centri abitati e completamente avvolti dal bosco. Godiamoci dunque i saliscendi, le salite, le repentine discese, le risalite e il profumo aromatico della resina... godiamoci l’Alpe Cimbra! Godiamoci il Trentino!

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Anello folgaretano del lungo e spettacolare circuito mtb dei «100 Km dei Forti» che nella versione completa interessa anche l’area di Lavarone e di Luserna. L’alta variabilità, i dislivelli importanti, i repentini cambiamenti di quota lo consigliano a bikers esperti. A fronte dell’impegno l’itinerario permette il contatto con luoghi bellissimi, con i Forti Dosso delle Somme, Sommo alto e Cherle, protagonisti della Grande Guerra, su alture che offrono panorami impagabili, tra i più emozionanti del Trentino, sulle Dolomiti di Brenta, i ghiacciai dell’Adamello e della Presanella e sulle alture che fanno corona al lago di Garda.

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L’anello lavaronese del circuito «100 Km dei Forti» è un tour mtb di media lunghezza che tocca i luoghi più belli ed emozionanti del cuore dell’Alpe Cimbra e del Trentino! Spettacolare il panorama che si ha da Slaghenaufi. Divertente la lunga discesa che dai boschi del Tablat e dal passo del Cost ci porta al Forte Belvedere! Una vera emozione il giro attorno al lago, così il giro del monte Rust e, ultimo strappo prima dell’arrivo, la scalata fino all’Osservatorio austro-ungarico, dove lo sguardo corre lontano…

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Lunga ed entusiasmante pedalata in mtb su sentieri e strade sterrate del terrazzo lusernese, magnifico alternarsi di discese e salite in un ambiente naturale talvolta selvaggio che alterna fitte foreste di abeti ad ampi spazi pascolivi, a inattesi punti panoramici che si aprono sulla profonda valle dell’Astico. Sono naturalmente i forti della Grande Guerra i punti di riferimento, il Forte Busa Verle e il Forte Lusérn, entrambi protagonisti della Grande Guerra sul fronte Trentino. Sul percorso punti di appoggio sono l’Hotel Bar Vezzena, la Baita del Neff, il resort Malga Millegrobbe e l’Agritur Galeno, ideali per una sosta di ristoro o per una pausa gastronomica… da leccarsi i baffi! E lungo il percorso è obbligatorio fermarsi a salutare le mucche al pascolo.

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Ad un certo punto di questo percorso sembra che il mondo finisca, che oltre l’orizzonte non ci sia più nulla! Oltre l’orizzonte ci sono invece le vallate veneto-vicentine e sullo sfondo c’è, lontano, Asiago. È un alternarsi di orizzonti e di vastità, di panorami e di scorci tra Trentino e Veneto, che ci fa sentire in un luogo insolito e speciale. E speciale lo è veramente, un tracciato ad anello attorno al monte Toraro, montagna di confine, che ha conosciuto le battaglie della prima guerra mondiale e un presidio radar della… Guerra Fredda. Camosci, caprioli, aquile e falchi possono essere i nostri insoliti quanto inattesi compagni di viaggio.

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Su questo ex circuito di gara mtb che è tra i più belli del Trentino, la «Folgaria Megabike» per l’appunto, possiamo metterci alla prova. Qui vedremo se siamo dei veri biker! Ci sono da superare dislivelli importanti, c’è da scalare versanti e da raggiungere alture. Ci sono poi da governare discese veloci, inattese, dobbiamo saper governare bene la nostra mtb. Ma questo non ci distoglierà dalla bellezza dei luoghi e dei panorami che incontreremo. Il rifugio Stella d’Italia, l’agritur Malga Vallorsara e il rifugio Baita Tonda saranno i nostri punti di riferimento, per rinfrescarci e concederci qualche meritata… trasgressione gastronomica!

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Con Oltresommo, sull’Alpe, indichiamo l’ampia area che si estende «oltre il passo del Sommo», tra San Sebastiano e Nosellari. In sella alla nostra mtb partiamo dunque da Carbonare per questo tour molto impegnativo, capace però di regalarci grandi soddisfazioni ed emozioni! Spettacolare la discesa dal monte Rust fino al lago di Lavarone, vera perla del Trentino, così il passaggio attraverso le trincee della Grande Guerra a Nosellari. Difficile e impegnativa, ma molto appagante è invece la scalata che porta al Forte Cherle, rilassante l’attraversata della boscosa Val Fredda e liberatoria infine la bella e divertente discesa del ritorno al punto di partenza! E per renderlo possibile a tutti sono noleggiabili le Mtb a pedalata assistita.

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Saliamo con la seggiovia (è possibile agganciare la mtb) fin sulla sommità della Martinella, al Rifugio Baita Tonda. Che spettacolo! Da qui si apre uno dei panorami più belli del Trentino, dal massiccio del Pasubio alle Dolomiti di Brenta, ai ghiacciai dell’Adamello e della Presanella! Un piccolo sforzo e raggiungiamo il vicino Forte Dosso delle Somme. Le rovine sono crude, imponenti: qui è veramente passata la guerra. Ora facciamo un respiro profondo e… via, giù per la ripida e lunga discesa che in pochi minuti ci riporta a Serrada, da dove siamo partiti!

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La formula è seggiovia + bici + discesa ripida. Significa che possiamo agganciare la mtb alla seggiovia e salire in quota. Partiamo dunque da Francolini e in dieci minuti approdiamo al Rifugio Stella d’Italia. Rifugio «storico», lo Stella d’Italia, tra i primi dell’Alpe. Dal piazzale si ha un panorama mozzafiato su Folgaria e sulle Dolomiti di Brenta. Poco più in alto c’è il forte, il Forte Sommo alto. Due pedalate e ci siamo. Merita fermarsi, i tunnel e i camminamenti interni valgono una visita. Poi sarà tempo di inforcare la bici e di iniziare a scendere rapidamente a valle, al punto di partenza È puro divertimento!

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